Libri del mese – giugno 2019

Recensione del libro “Frida. Una biografia di Frida Kahlo” 

Prof. ssa Maura Giannattasio

La biografia di Hayden Herrera, la massima esperta vivente di Frida, non è solo la storia di una delle più grandi pittrici del novecento, ma un’ intensa narrazione della vita di questa donna straordinaria che ha espresso nei suoi dipinti le cicatrici della sua vita.

Fin dalla nascita nel 1907 a Coyoacan, in Messico, sopravvissuta ad una poliomielite all’età di sei anni e ad un terribile incidente stradale che la lascerà invalida fino alla morte, procurandole dolori terribili, è un’ autentica eroina. La pittura non era il suo obiettivo di vita, ma si appassionerà a quest’ arte per urlare il suo dolore e la sua sofferenza. Il libro è arricchito da tavole che rappresentano le varie fasi della sua arte pittorica alla quale si è dedicata fino alla morte.

Le sue peculiarità sono i suoi autoritratti, che la dipingono nei momenti più tormentati. Capelli lunghi, sopracciglia unite, una lieve peluria sopra labbra carnose e ,spesso, vestita con l’abito da ‘tehuana’, faceva innamorare gli uomini che incontrava. Moglie del grande pittore Diego Rivera, lo ha amato incondizionatamente, nonostante i suoi frequenti tradimenti.

Una vita intensissima: amava il Messico, ha patito la sua permanenza negli Stati Uniti e ha militato nel partito comunista diventando, per un breve periodo, l’ amante di Trockij.

“Pensavano che fossi una surrealista, ma non lo ero, non ho mai dipinto i sogni. Ho dipinto la mia realtà” infatti i suoi quadri parlano di lei: “La mia nascita” dove si vede la testa di Frida uscire dall’ utero materno con un lenzuolo che copre il volto della madre. Frida l’ ha dipinto poco dopo la scomparsa della donna a cui era molto legata.

Sicuramente il più realistico è “La colonna spezzata” dove una Frida con lo sguardo fiero, anche se sofferente, si raffigura con un ferro che dal collo scende al pube per raccontare il suo drammatico incidente che, oltre a renderla sterile, (dramma che non supererà mai ), l’ ha costretta a indossare rigidi busti in gesso e a sottoporsi a numerosissimi interventi chirurgici.

In “Viva la vida”, una delle sue ultime nature morte, c’è tutta la sua sensualità e il suo straordinario amore per la vita.

E’ un libro non soltanto rivolto agli amanti dell’ arte ma a chi trasforma i propri dolori e i drammi in forza vitale positiva e costruttiva, dimostrando, soprattutto agli altri, un esempio da seguire.

Recensione del libro “Storia di una ladra di libri” 

Giulia Zace– 1 liceo B

Il romanzo tratta la storia di una bambina che, grazie alle parole e all’amore per i libri, sopravvive al doloroso periodo del nazismo e della guerra.

Liesel, semplice bambina di nove anni, affronta un lungo viaggio verso Monaco insieme al fratellino, che morirà ben presto a causa della neve e del glaciale inverno. Proprio durante il funerale Liesel comincerà la sua professione di ladra.

Ben presto si troverà costretta a sopportare tutto il dolore da sola e nonostante la sua “nuova” famiglia sia diversa da lei dal punto di vista caratteriale, saprà darle a suo modo tutto ciò di cui ha bisogno; il padre le insegnerà la cosa che scoprirà di amare di più, la lettura, mentre la madre la preparerà a fronteggiare gli “ostacoli insormontabili”.

Partendo da un rogo di libri appiccato dai nazisti, Liesel diventerà pian piano una donna forte, piena di vita e senza nessun rimpianto per il passato.

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