Libri del mese – Settembre

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 In iti, liceo

Recensione del libro “Artemis”

Prof. Domenico Rollo

copertina ARTEMIS

Di notte, quando la mia mente è in sovrappensiero, mi capita sovente di volgere lo sguardo alla splendente luna, silenzioso sole notturno, come se i miei pensieri desiderassero volare verso di lei, alla ricerca di una maggiore sicurezza e speranza. Sì, ho parlato proprio di speranza. Quando osservo la luna penso a una nascente speranza, probabilmente la stessa tenue speranza che lo scrittore Andy Weir, appassionato di ingegneria aerospaziale, ripone in ARTEMIS , la prima città lunare. Questa stessa speranza in una vita migliore anima anche Jazz Bashara, protagonista del romanzo cresciuta su Artemis, corriere tuttofare che per arrotondare lo stipendio è costretta a darsi anche al contrabbando di merce terrestre illegale sulla Luna. Eh già, l’ancestrale speranza lunare, concretizzatasi in Artemis, è inficiata da quelle stesse dinamiche di egoismo umano, di arrivismo e di conseguente disuguaglianza sociale presenti sulla Terra. Il satellite lunare diviene quindi un piccolo specchio del nostro pianeta, e la stessa città di Artemis diventa una città divisa su più livelli, la quale facilita la vita alle classi sociali più agiate che si trovano in superficie, complicandola di rimando alle classi più povere, quegli indigenti che vivono nel sottosuolo. Una tematica, questa, che ci riconduce nel passato, verso un film fantascientifico monumentale realizzato da Fritz Lang nel 1927: Metropolis . Di conseguenza Jazz, per poter sfuggire al suo destino di miseria, sarà costretta a seguire tali inclinazioni opportunistiche, finché un giorno non le si presenterà l’occasione della vita. In combutta con il ricchissimo imprenditore Trond Landvik, progetterà di sabotare la fonderia della Sanchez Aluminium, un’associazione che, oltre a produrre alluminio, rifornisce l’intera città lunare di ossigeno, ma alle cui spalle è presente l’ombra dell’organizzazione mafiosa brasiliana di O Palácio. Riuscirà Jazz ad ottenere la fantomatica cifra di un milione di slug, senza mettere a repentaglio la sua vita, quella dei suoi amici e il destino di Artemis? Un libro, questo, leggero e coinvolgente. Vivamente consigliato a tutti gli amanti del genere fantascientifico.

Recensione del libro “La foresta nascosta’’

Prof. Matteo Negro

copertina LA FORESTA NASCOSTA

David George Haskell, biologo ed insegnante statunitense, in questo stupefacente libro racconta con grande maestria e poesia i mutamenti che avvengono in un fazzoletto di terra nella foresta del Tennessee. L’esperimento scientifico e culturale consiste nell’identificare un’area di un metro circa di diametro e di descrivere i processi naturali che avvengono al suo interno per un intero anno. Prendendo spunto da semplici e talvolta inaspettate osservazioni che avvengono nel suo mandala, Haskell descrive le affascinanti trame della vita mettendo in risalto la connessione intima che sussiste tra gli organismi viventi che popolano il nostro pianeta. Con un’apertura mentale incredibile evidenzia in modo magistrale come ogni organismo, dal più piccolo batterio che vive nel rumine dei Cervi all’ avvoltoio che si ciba di carcasse animali, rappresenta un tassello fondamentali nella rete della vita. Ciò che colpisce maggiormente in questo saggio è la delicatezza e la poesia di alcuni passaggi. La scienza è tutt’altro che fredda ed arida, la scienza ci dà l’opportunità di andare oltre al semplice “vedere”, ci permette di viaggiare alla scoperta del mondo che ci circonda e di noi stessi.

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