Libri del mese – Novembre 2018

copertina LA CREPA

Recensione del libro “La crepa” 

Prof. Diego Guzzi

Carlos Spottorno e Guillermo Abril sono un fotografo e un giornalista che hanno esplorato, in tre anni di viaggio, le frontiere dell’Unione europea. Dall’avamposto spagnolo di Melilla, in Marocco, al confine tra Grecia e Turchia. Dalle linee di fuga che attraversano i Balcani sino all’estremo nord, tra Finlandia e Russia. Passando per il muro invisibile che solca il Mediterraneo e ne divide le sponde. È stato un naufragio davanti alle coste di Lampedusa, in cui nell’ottobre del 2013 persero la vita 366 migranti, a determinare negli autori l’urgenza di un’indagine ai margini del nostro benessere, dove quasi sempre si infrangono le speranze di chi scappa dalla guerra, dalla fame o dalle persecuzioni. Ne sono nate oltre 700 fotografie che restituiscono le rughe, le lacrime e i brividi di chi insegue la libertà. Disegnando anche i recinti, le barriere e le onde che la rendono di fatto irraggiungibile. Immagini che, rielaborate graficamente, disposte in un flusso narrativo e rifinite da brevi didascalie, compongono un racconto straordinario e fuori dagli schemi, in parte reportage e in parte graphic novel. Un’opera d’arte di un realismo che inchioda alle responsabilità del tempo cinico in cui viviamo. Un libro da osservare e da leggere, da regalare a chi ci è caro e serbare nel cuore. Per cercare, nonostante tutto, di restare umani.

copertina LA CASA IN MEZZO AL MARE

Recensione del libro “La casa in mezzo al mare’’

Prof.ssa Maura Giannattasio

L’autore del romanzo è nato in Catalogna ed è un nome illustre dell’industria cinematografica, ma la sua vera passione è la scrittura.

In quest’opera, intensa e commovente, sa fare perfettamente interagire i due protagonisti con il lettore. Harold e Mary Rose Grapes vivono in una casetta sulla scogliera di Brent, un’isola vulcanica circondata dall’immensità di un mare freddo e ostile.

In questa casa, dove vivono da trentacinque anni, hanno sepolto il loro passato e i loro ricordi, tra cui la perdita del figlio Dylan, morto in un incidente mentre con il padre costruiva una barca per fare il giro del mondo. Il ragazzo è stato inghiottito dalle onde e il suo corpo non è mai stato ritrovato.

Harold ha quindi continuato a vivere con il costante senso di colpa per non essere riuscito a salvarlo, mentre Mary Rose si è man mano allontanata dal marito considerandolo il responsabile della tragedia.

Improvvisamente ai coniugi Grapes arriva un’ingiunzione di sfratto: devono lasciare la villa perché non è più sicura, e ritirarsi in un pensionato. Ma, la notte prima del trasloco, un fulmine colpisce la scogliera, e la casa scivola in mare.

I Grapes diventano quindi due naufraghi, vivono mangiando pesce, si scaldano costruendo un termoventilatore con attrezzi rudimentali.

Intanto la loro casa galleggiante continua il suo viaggio alla deriva, ma l’impegno di entrambi nel superare continui pericoli li fa riavvicinare.

Proprio quando incominciano a perdere le speranze, intravvedono nella banchisa una presenza umana: è un villaggio di capanne abitato. Superata l’iniziale diffidenza, vengono accolti e accuditi, e il confronto con una cultura diversa dalla loro li convince che la vita va vissuta. E che, anche con il dolore nel cuore, bisogna sempre andare avanti.

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