Lettera del lunedì – 5 marzo

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 In iti, liceo

RELAZIONI

Iniziare significa entrare dentro; anche le relazioni formano un mondo, anzi sono il mondo quello che comprende noi stessi perché noi siamo relazione. C’è modo e modo però di entrare in questo mondo; meglio di vivere questo mondo.

E’ ovvio che non tutte le relazioni sono uguali per noi. Viviamo relazioni differenziate per intensità, qualità e durata. Impostiamo le nostre relazioni in base a delle variabili che sono il temperamento, l’educazione ricevuta, i valori nei quali crediamo.

C’è tuttavia un itinerario che dovremmo tenere d’occhio se vogliamo che le relazioni siano autenticamente umane, tali cioè da arricchire la nostra e l’altrui umanità.

riconoscimento: significa accorgersi che l’altro esiste e che sta di fronte a me; e per il fatto che esiste e che sta di fronte a me è un appello alla relazione ed è una offerta di relazione. E ciò indipendentemente dal fatto che mi piaccia o no, mi interessi o no; che di colpo mi corrisponda o no; semplicemente perché è una persona come io lo sono, bisognoso quanto me di attenzione, considerazione, aiuto. Questa è la base del fondamentale rispetto: parola che proviene dal latino ‘respicere’ che significa ‘guardare in faccia’ per riconoscere nell’altro i tratti fondamentali di una umanità pari alla mia. Così che intuisco: non riconoscere la sua umanità è non riconoscere la mia; offendere la sua umanità è offendere la mia.

Forse abbiamo già fatto l’esperienza di quanto sia doloroso trovarsi in un gruppo e vedersi tranquillamente ignorati come se non esistessimo; e sappiamo quali effetti devastanti abbia una tale situazione su di un bambino: emerge in lui il desiderio di non vivere, di non esserci, di sparire dalla scena del mondo perché si percepisce come indesiderato, ingombrante, causa di male e fonte di sofferenza. E sappiamo come questo sia il dolore degli anziani quando si accorgono che non contano più per nessuno, neppure per le persone che hanno amato e per le quali hanno vissuto, lavorato e patito. E’ come una condanna a morte.

Ma è una situazione che noi stessi provochiamo quando con la indifferenza diciamo all’altro: “tu non ci sei per me”. Pur senza forzare i termini, è come una condanna a morte, una dichiarazione di non esistenza letta come non diritto ad esistere.

E sappiamo che basta poco per esprimere questo grado minimo di relazione: uno sguardo, un sorriso, un gesto, una parola; ma è già l’avvio della relazione umana. 

ospitalità: un secondo livello è dato dalla ospitalità, quando cioè accolgo in me qualcosa di ciò che l’altro è. Tutti sappiamo che già alla prima battuta l’altro manifesta qualcosa di sé porgendolo perché sia da noi accolto. Il nome, una informazione, un apprezzamento, un interrogativo… e noi già ci facciamo l’idea di chi abbiamo davanti come l’altro si fa la medesima idea nei nostri confronti. Ma a questo punto entra in gioco la disponibilità o la indisponibilità ad ospitare in noi questo qualcosa che l’altro ci dona, questo qualcosa che è già l’altro. Tutto può esaurirsi in uno scambio veloce che non lascia traccia; oppure questo può dare inizio ad una relazione che si approfondisce mano a mano che passa il tempo e i due si rivelano e si comunicano reciprocamente così che ciascuno comincia a vivere qualche cosa dell’altro.

Credo che in un gruppo come il nostro questo debba avvenire. Non basta sapere che l’altro esiste, occorre anche condividere qualcosa sia pure senza eccessivo coinvolgimento personale, almeno per  il fatto che partecipiamo alla medesima avventura di crescita.

Ma chiediti se c’è in te questa disponibilità: perché ospitare l’altro rende vulnerabili nel senso che  non sei più l’unico e indiscusso padrone della tua casa. Ospitare l’altro è già un atto di amore: e l’amore è ciò che di più forte ma anche di più debole esista sulla terra. L’amore è rischio; ma non c’è vita senza amore!

cooperazione: esprime la disponibilità a costruire insieme all’altro qualcosa che corrisponda al bene mio e suo. Se l’ospitalità è un sentire, il cooperare è un agire. E perciò è più impegnativo perché richiede uno scomodarmi, un rinunciare forse a qualche mio punto di vista, un porre tra parentesi certi miei interessi, un mettere a disposizione le mie capacità rivelando così anche i miei limiti, un mobilitare le mie energie per trasformare un proposito in azione, uno starci anche quando le cose non vanno come io vorrei; talora anche significa cedere il passo e farmi da parte oppure propormi ed assumere maggiori responsabilità di quanto pensassi.

Cooperare può assumere le modalità di un gioco ma non è mai un gioco sia perché impegna tutta la persona, sia perché mette in crisi egoismo ed individualismo chiedendo un superamento di sé; sia infine perché ciò che esce fuori è il meglio e il peggio delle persone. Ma cooperare significa dare corpo all’amore vero: volersi bene, diceva un saggio, non è guardarsi negli occhi ma guardare insieme nella stessa direzione individuando un traguardo da raggiungere e mettendo insieme le forze per conseguirlo. Ed è bene ricordare che cooperare è una legge del gruppo, perché ogni gruppo persegue determinati obiettivi ma con l’apporto di tutti; non esserci o non starci significa da una parte isolarsi fino alla estromissione, dall’altra indebolire il gruppo stesso fino a minacciarlo. Coltivare in sé questa disposizione è dunque essenziale; e fare della cooperazione un test per verificare che davvero sappiamo voler bene è saggio.

amicizia: siamo già ad un livello alto, o se si vuole, profondo: perché amicizia significa condividere non qualcosa di superficiale ma qualcosa di intimamente vero; significa legame intenso e durevole; significa condividere dell’altro non solo ciò che è bello ma anche ciò che non lo è, significa costruire  qualcosa per noi due oltre che per tutti. La persona qui si espone molto di più, dona molto di più ma anche riceve molto di più. E’ esaltante una amicizia, ma è anche faticosa una amicizia. Per questo occorre una certa maturità per vivere una amicizia vera; per questo occorre riflettere prima di approfondire le proprie amicizie, per questo occorre avere la pazienza di fare l’apprendistato dell’amicizia senza presumere che una relazione un po’ più intensa delle altre sia già amicizia (non va confusa con cameratismo!) e la perseveranza di coltivarla. Ciò che va tenuto d’occhio è la maturazione della propria sensibilità, è la capacità di donare e il più possibile gratuitamente, è la volontà e di sopportare nel senso di portare assieme i pesi gli uni degli altri (“Nessuno ti dimostra più amicizia di un amico nel bisogno”, diceva Plutarco).

Buona settimana a tutti. Il vostro Direttore, Don Gianfranco Ferrari

Vi segnalo gli appuntamenti di questa settimana:

  • Questa settimana alcune classi del triennio faranno l’uscita didattica e formativa: sul registro elettronico sono pubblicate le sostituzioni.
  • Lunedì 5 Marzo

ore 8.00 – 8.55 Aula Magna:  formazione per il Biennio

  • Martedì 6 marzo

ore 8.00 – 13.40 III ITI mec visita tecnica ad Airasca per SKF – attività di ASL 

  • Mercoledì 7 Marzo

ore 14.30 – 16,15 MGS Biennio

  • Un anticipo delle attività confermate per la seconda settimana di marzo: 12 – 17 marzo
  • Lunedì 12:

ore 8.00 – 8.55 Aula Magna: formazione per il Biennio: testimonianze di riscatto di una vita

  • Martedì 13:

ore 8.00 – 8.55 Aula Magna: formazione per il Triennio: testimonianze di riscatto di una vita

ore 8.30 – 12.00 Lab delle Idee: IV ITI mec teoria dei cuscinetti con SKF (attività di ASL)

ore 14.30 – 17.00 Orientamento: L’Istituto Camerana di Torino presenta gli ITS ai ragazzi di IV e di V Liceo/ITI che si sono iscritti

  • Mercoledì 14:

ore 14.30 – 16.00 Lab di Scienze: per  le  classi  di  V Lic, corso di ripasso di chimica come preparazione  ai  test  universitari:  Nomenclatura  IUPAC  dei  composti inorganici.

ore 14.40 – 16.15 MGS triennio

  • Giovedì 15:

ore 8.30 – 12.00 Lab delle Idee: IV ITI mec teoria dei cuscinetti con SKF (attività di ASL)

  • Venerdì 16:

tutto il giorno Laura Vicuna: torneo sportivo AGESC per i ragazzi selezionati

ore 8.30 – 12.30 Lab delle Idee: V ITI mec durata dei cuscinetti con SKF (attività di ASL)

  • Sabato 17:

8 – 14 IV e V Liceo: SIMULAZIONE di Matematica (II prova ESAME di STATO)

Torino, 03 marzo  2018

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