Lettera del lunedì – 26 marzo

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 In iti, liceo

LA RETE STRAPPATA

Nell’antichità cristiana circolava questa leggenda:

“Una rete stesa a pochi metri dal suolo. Sotto, intrappolati, e come impazziti, ci sono centinaia di uccelli. Da principio, provano ad alzarsi verso l’immensità del cielo negata, ma vanno a sbattere inesorabilmente contro la rete. E crollano a terra, ammaccati. Dopo innumerevoli tentativi falliti, ormai si sono rassegnati tutti. Anche i più coraggiosi e ostinati hanno finito per desistere. Rimarranno in quella prigione; non c’è scampo.  Ad un tratto però, uno di loro, pesto, sanguinante, si stacca dal mucchio e si slancia contro la rete, caparbiamente. Una, due, tre volte. Finalmente riesce a strapparla in un punto. Quindi si dirige, ferito, verso il cielo. Come per incanto c’è un gran sbattere di ali; tutti gli altri passano attraverso la breccia insperata”.

La parabola veniva applicata a Cristo, che ha rotto la rete che teneva imprigionati gli uomini al male e alla morte.

Ma viene anche applicata ai discepoli per indicare un compito che ciascuno di noi può svolgere, un servizio concreto alla speranza. Ribellarsi alla comune rassegnazione del “non c’è niente da fare” e aprire un passaggio verso un oltre, verso un qualcos’altro. Lo strappo non è soltanto quello della rete. Lo si avverte dentro, doloroso magari ma liberante.

E’ per questa fede che un poeta cristiano ha voluto scrivere la ballata della speranza:

“Questo è il vero lungo inverno del mondo: Avvento, tempo del desiderio, tempo di nostalgia e di ricordi; Avvento, tempo di solitudine e tenerezza e speranza.

Oh, se sperassimo tutti insieme, tutti la stessa speranza e intensamente, ferocemente sperassimo, sperassimo come le pietre e gli alberi e il grano sotto la neve, e gridassimo con la carne e il sangue, con gli occhi e le mani e il sangue; sperassimo con tutte le viscere, con tutta la mente e tutto il cuore, Lui solo sperassimo: oh se sperassimo tutti insieme con tutte le cose sperassimo Lui solamente, desiderio dell’intera creazione; e sperassimo con tutti i disperati, con tutti i carcerati, come i minatori quando escono dalle viscere della terra, sperassimo con la forza cieca  del  morente  che  non  vuol  morire,  come  l’innocente  dopo  il  processo  in   attesa   della sentenza, oppure il condannato davanti al plotone di esecuzione sicuro che i fucili non spareranno; se sperassimo come l’amante che ha l’amore lontano e tutti insieme sperassimo, a un punto solo tutta la terra, uomini e ogni essere vivente sperasse con noi e foreste e fiumi e oceani, la terra fosse un solo oceano di speranza e la speranza avesse una voce sola, un boato come quello del mare, e tutti i fanciulli e quanti non hanno favella per prodigio a un punto convenuto tutti insieme affamati, malati, disperati, e quanti non hanno fede ma ugualmente abbiano speranza e con noi gridassero astri e pietre, purché di nuovo un silenzio altissimo  -il silenzio delle origini-  prima fasci la terra intera e la notte sia al suo vertice; quando ormai ogni motore riposi e sia ucciso ogni rumore, ogni parola uccisa  -finito questo vaniloquio!- e un silenzio mai prima udito (anche il vento faccia silenzio, anche il mare abbia un attimo di silenzio, un attimo che sarà  la sospensione del mondo) quando si farà questo disperato silenzio e stringerà il cuore della terra e noi finalmente in quell’attimo dicessimo quest’unica parola, perché delusi da ogni altra speranza, quando appunto così disperati sperassimo e urlassimo (ma tutti insieme a quel punto convenuti) certi che non vale chiedere più nulla ma solo quella cosa, allora appunto urlassimo in nome di tutto il creato: Vieni! Vieni! Vieni! Signore, vieni da qualunque parte del cielo od agli abissi della terra (o dalle profondità di noi stessi ciò non importa) ma Vieni, urlassimo: Vieni!

Allora egli non avrà neppure da dire ‘eccomi’ perché già viene.

E’ così. Vieni, Signore Gesù, vieni nella nostra notte, questa altissima notte, la lunga invincibile notte, e questo silenzio del mondo dove solo questa parola sia udita; e neppure un fratello conosce il volto del fratello tanta fitta è la tenebra; ma solo questa voce, quest’unica voce, questa sola voce si oda:

Vieni! Vieni! Vieni! Signore!

Allora tutto si riaccenderà alla sua luce e il cielo di prima e la terra di prima non sono più e non ci sarà più lutto né grido di dolore perché le cose di prima passarono e sarà tersa ogni lacrima dai nostri occhi perché anche la morte non sarà più.

E una nuova città scenderà dal cielo bella come una sposa per la notte d’amore (non più questi termitai, non più catene dolomitiche di grattacieli, non più urli di sirene, non più guardie a presiedere alle porte, non più selve di ciminiere).

Allora il nostro stesso desiderio avrà bruciato tutte le cose di prima e la terra arderà dentro un unico incendio e anche i cieli bruceranno in quest’unico incendio e anche noi uomini, saremo quest’unico incendio e invece di incenerire usciremo nuovi come zaffiri e avremo occhi di topazio: quando appunto Egli dirà “Ecco, già nuove sono fate tutte le cose”

allora canteremo

allora ameremo

allora, allora…”

(D. M. Turoldo)

Buona settimana a tutti.

Il vostro Direttore, Don Gianfranco Ferrari

Vi segnalo gli appuntamenti per il periodo

26 marzo – 7 aprile

mercoledì 28 marzo è garantito il servizio mensa, ma NON ci sarà lo studio pomeridiano per ritiro Docenti; è CONFERMATO il corso di Conversation;

  • Lunedì 26 Marzo

ore 8.00 – 8.10 Aula Magna: momento di formazione per il Biennio

ore 9.00 – 16.00 ASL con AVIO: tre gruppi di studenti del terzo e quarto anno proseguono il percorso di alternanza proposto da AVIO AERO

  • Martedì 27 marzo

ore 8.00 – 8.10 Aula Magna: momento di formazione per il Triennio

ore 8.00 – 17.30 II Liceo/ITI: giornata di formazione ad Oropa

  • Mercoledì 28 Marzo 

ore 10.05 – 11.00 Biennio: momento di preghiera a conclusione della quaresima

ore 11.00 – 11.50  Triennio: momento di preghiera a conclusione della quaresima

da Giovedì 29 marzo a Martedì 3 aprile: Vacanze di Pasqua

  • Mercoledì 4 Aprile

ore 14.40 – 16.15 MGS Biennio

  • Giovedì 5 Aprile 

ore 9.00 – 11.00 ASL con FCA: lezione sul marketing per le classi IV Lic A/B e IV mec

ore 14.30 – 16.00 Lab di Scienze: per  le  classi  di  V Lic, corso di ripasso di chimica come preparazione  ai  test  universitari: reazioni di ossidoriduzione. Esercizi di riepilogo tutto il giorno Laura Vicuna: FINALI del torneo sportivo AGESC per i ragazzi selezionati

  • Venerdì 6 Aprile

ore 9.00 – 17.00         MasterClass  di Astronomia e Astrofisica per alcuni studenti di IV e V Lic presso Torino Esposizioni

ore 14.30 – 16.30 ASL: orientamento tramite API per le classi V Lic  e V ITI

Torino, 25 marzo  2018

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