Lettera del lunedì – 24 settembre

Torino, 23 settembre 2018

Malala Yousafzai (12 luglio 1997) è una ragazza pakistana, che all’età di 11 anni è diventata celebre per il blog, da lei curato per la BBC, nel quale documentava il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne.

Malala ama andare a scuola per imparare a leggere, ma per i talebani questo suo desiderio deve essere punito con la morte. Per questo il 9 ottobre 2012 un uomo sale sull’autobus che la stava riportando a casa e le spara due proiettili in testa. Malala è in fin di vita, ma sopravvive miracolosamente e da quel momento diventa il simbolo universale della lotta per il diritto alla cultura e al sapere.

Il 14 ottobre 2014 Malala, a soli 17 anni, riceve il Premio Nobel per la Pace, la più giovane vincitrice di tale premio, e nel suo discorso a Oslo pronuncia la famosa frase: «Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo».

A noi sembra tutto così normale e scontato, a noi è data la possibilità di studiare, sapere e acquisire nuove conoscenze e abilità. Tanto che a volte la scuola ci appare perfino noiosa e inutile: «A che serve?». L’esperienza di Malala, disposta a mettere a rischio la propria vita pur di non rinunciare alla sua istruzione, ci sorprende: chi di noi sarebbe disposto a morire per la scuola? Noi non corriamo questo pericolo. Nessuno verrà mai a dirci: «Se vai a scuola ti uccido!».

Noi corriamo il rischio di sprecare e banalizzare questo dono, di non valorizzare il tempo scolastico che viviamo, di non capire l’importanza degli anni che ci sono donati. All’inizio di questo anno educativo e scolastico ti invito a rinnovare il tuo desiderio e il tuo impegno anche nella scuola, perché a te è affidato il compito di «cambiare il mondo». Tu sei una missione, un dono per la vita degli altri.

Don Claudio Belfiore

Direttore

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