Lettera del lunedì – 23 aprile

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 In iti, liceo

LASCIARSI GUARDARE

Non basta guardare, per stabilire un incontro. Occorre anche lasciarsi guardare in faccia. Noi usiamo il sostantivo ‘volto’ per dire faccia; ma dimentichiamo che la parola, in realtà, è il participio passato del verbo ‘volgere’; volto è l’essere che si volge verso un altro, che si manifesta, che si lascia vedere per quello che è.

Solo che, a volte, più che volti, offriamo agli altri delle maschere, cioè delle coperture che occultano, alterano, falsificano il nostro vero volto. La maschera della persona perbene, dello spavaldo, della vittima, dell’incompreso, del sapiente, del disinibito, dell’eroe, del generoso, del perseguitato, dell’amico, del protettore, del solidale, del sincero, dell’onesto, dell’affidabile, del sicuro, del forte, dell’invincibile, del tenero, del fedele, del credente, del praticante…

Dice una scrittrice contemporanea: “La maschera, se le si dà il tempo, finisce col diventare la faccia stessa” (M. Yourcenar).

Il fatto grave è che non solo inganni gli altri, ma inganni te stesso. Dice un altro autore: “La prima e la peggiore di tutte le frodi è ingannare se stessi. Ogni peccato diventa facile, dopo questo” (J. Bailey).

Diventi ciò che dai a vedere agli altri; fino al punto in cui cambi natura, non sei più te stesso, vivi sdoppiato dentro di te, convivi con un estraneo, ti fai nemico al tuo vero io. C’è gente che è scoppiata per il peso insopportabile del personaggio che si era creato e che non riusciva più a sopportare. E’ una morte per soffocamento: la maschera ti toglie il respiro!

Magari si comincia quasi per scherzo: per farsi accettare, per suscitare approvazione, per ottenere consenso e incoraggiare un seguito, per risolvere una situazione di disagio, per fare colpo su qualcuno, per avere un successo rapido…

Ma poi l’immagine che hai dato di te stesso diventa esigente, ti impedisce di tornare indietro, di smentire quel personaggio, di riprendere i tuoi veri abiti; e reciti e reciti… fino a che non sai più chi sei; fino a che tutti i rapporti che costruisci non sai se siano rapporti con te in quanto persona o con te in quanto attore. E’ una terribile solitudine, una devastante aridità, un conflitto insopportabile.

Attento! Quante volte Gesù mette in guardia chiamando ‘ipocriti’ (e cioè simulatori) quelli che indossano la maschera e non si manifestano per quello che sono; se c’è gente che si è attirata espressioni dure da parte del Signore, è proprio questa:  razza di vipere, sepolcri imbiancati, guide cieche… Perché il Signore vedeva il grande pericolo: falsificare se stessi a forza di presentare agli altri un volto che non è il proprio!

Non sembra esserci salvezza per gente simile: noi ricordiamo la parabola del fariseo e del pubblicano al tempio; colui che recita la parte della persona dabbene (illudendosi che Dio stesso cada nello inganno) uscirà dal tempio condannato; colui invece che mostrerà a Dio (e agli altri) il suo vero volto, uscirà dal tempio salvato.

Il fatto è che un po’ di maschera ce la abbiamo tutti addosso. Diceva Kierkegaard: “Ogni uomo è un ipocrita nato”, nel senso che è quasi istintivo nascondersi, mascherarsi, modificarsi, abbellirsi.

E qualcun’altro ha detto che due soli individui sono senza maschere: il neonato e il morente; il neonato perché le maschere non le ha ancora incontrate; e il morente perché, a quel punto di verità, le maschere se le strappa di dosso.

Allora, occorre vigilanza e, a volte, impegno deciso: certe maschere, certi vestiti, non sono semplicemente appiccicati alla pelle; bisogna strapparli dalla carne viva.

Ma è soltanto grazie a queste lacerazioni, a questi strappi decisi che acquistiamo, progressivamente, la nostra vera faccia. Diventiamo nuovi. Vestiti soltanto, questa volta, della verità del nostro essere.

Questa è la persona che è gioia incontrare; perché sempre giovane, sempre nuova, sempre piena di vita.

Buona settimana a tutti.

Il vostro Direttore, Don Gianfranco Ferrari

Vi segnalo gli appuntamenti di questa settimana

Da ricordare che:

  • Mercoledì 25 aprile: FESTA della LIBERAZIONE  non c’è scuola
  • Lunedì 30 aprile PONTE del 1° MAGGIO non c’è scuola
  • Martedì 1° maggio FESTA del LAVORO non c’è scuola
  • Lunedì 23 Aprile

ore 8.00 – 8.10 Aula Magna: momento di formazione per il Biennio

ore 14.45 – 16.15 Lab delle Idee: corso di preparazione alla II prova d’Esame di Stato per le classi di V Liceo

  • Martedì 24 Aprile

ore 8.00 – 8.10           Aula Magna: momento di formazione per il Triennio

ore 13.45 – 16.00       classe IV Lic B: ASL con FCA – visita all’ERGOLAB di FCA sito presso il gate 16 di C.so Settembrini (TO). Termine delle lezioni ore 12 per pausa pranzo.

ore 14.45 – 19.00 colloqui per i genitori delle classi IV: aule del triennio

  • Giovedì 26 Aprile

ore 10.00 – 12.00 3 ITI e Liceo: Lettura dantesca in Aula Magna

ore 10.00 – 12.00 V ITI mec: conferenza tecnica dell’IREN – Lab delle Idee

ore 13.00 – 17.00 1 ITI : visita al Planetario di Pino Torinese. Le lezioni terminano alle ore 12.50

ore 14.30 – 16.00 Lab di Scienze: per  le  classi  di  V Lic, corso di ripasso di chimica come preparazione  ai  test  universitari: reaz di ossidoriduzione. Es. di riepilogo.

  • Venerdì 27 Aprile

ore 8.00 – 14.30 1 Liceo: visita al Planetario di Pino Torinese.

Le lezioni riprenderanno mercoledì 2 maggio

 Torino, 22 aprile  2018

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