Lettera del lunedì – 19 marzo

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 In iti, liceo

SOGNI PERICOLOSI

Aldo Carotenuto è una delle figure più significative della psicoanalisi junghiana ed è fortemente interessato ai problemi educativi. Molti suoi scritti riguardano proprio le dinamiche relative alla formazione della personalità.

In una sua recente opera (Il fondamento della personalità) mette in guardia gli adolescenti da un sogno quanto mai pericoloso. Egli parla di ragazzi che “sopravvivono” intendendo per sopravvivenza un modo di “inscenare la vita senza però mai lasciarsene afferrare, e per ciò stesso, assumersi il ruolo di esseri viventi”.

Ciò è quanto mai pericoloso perché non si vive ma si è vissuti! Una modalità di fuga è il rifugio nel mondo del sogno e della fantasia. Ma non c’è esistenza che non richieda impegno e, talora, lotta. Loro, invece, si sentono inadeguati al compito e perdenti in partenza, per cui cercano scampo in un mondo dove tutto facile e tutto possibile: il mondo, appunto, dei sogni. Proprio come fa il bambino, per definizione, un soggetto immaturo.

È questa la morale del breve monologo di Dostoevskij, intitolato Il sogno di un uomo ridicolo (1877), in cui il protagonista, provato dal non‑senso dell’esistenza, si chiude in un’esistenza fatta di sogni. E infatti sogna di morire e di approdare a una realtà nuova e parallela alla vita, in cui tutto è ancora incontaminato, e il bene pervade ogni azione umana. Ma la contaminazione e il peccato giungono alfine anche in questo rifugio. Al risveglio, l’uomo non può che ostinarsi nel predicare ciò che ha visto, suscitando l’ironia e il disprezzo dei suoi simili. Il suo ideale di purezza e di giustizia non trova alcuna corrispondenza terrena ed egli è costretto a vagare come un’ombra tra la sua gente.

Si tratta di un motivo ricorrente nell’autore russo, che ama mettere in scena personaggi schiacciati dalla sconfitta, quando la realtà smentisce e soffoca gli ideali:

Poi la fantasia, inesauribile fantasia, si sente spossata, stanca di quella tensione continua. Avanzando negli anni si schiacciano gli antichi ideali, ed essi cadono in polvere, si spezzano in tanti frammenti, con i quali si vuol ricostruire la vita passata (Dostoevskij, 1848)

Per simili persone, la cui anima è troppo pura e fragile per rischiare il compromesso con la realtà, la soluzione che consente di vivere, senza essere Iesi dalla vita stessa, è di trascorrere il tempo nel trasparente mondo di vetro della propria solitudine, alimentandosi di fantasticherie.

Egli non desidera nulla, poiché è al disopra di ogni desiderio e possiede tutto, poiché è sazio, poiché è l’artefice della propria vita e la crea ogni momento secondo la propria volontà. E con quanta facilità, con quale naturalezza viene creato questo fantastico mondo da fiaba! Sembra che le visioni di lui siano realtà (Dostoevskij ibid., 27).

È ciò che accade all’adolescente impaurito dalle richieste del mondo e tentato, perciò, di isolarsi in una dimensione che non è quello reale ma quella della alienazione. Se cede a tale tentazione, è aperta la via anche alle forme più distruttive della alienazione stessa.

Buoni sono i sogni quando danno corpo ai nostri ideali, quando danno forma ad una parte sconosciuta di noi stessi, quando consentono brevi soste di riposo dentro la fatica dell’impegno quotidiano, quando diventano voce della nostra creatività, quando ci mettono in comunione con i sogni altrui e danno corpo alla speranza. Ma pericolosi sono i sogni che fungono da alibi per vivere davvero e pienamente.

È intuitivo quale debba essere l’antidoto contro questo genere di pericoli: è il legame indissolubile tra desiderio e volontà: se il desiderio è l’anima del sogno, la volontà è ciò che gli dà corpo consentendogli di avverarsi non lassù sulle nuvole, ma quaggiù sulla terra. È allora che i grandi sognatori diventano anche grandi realizzatori: di se stessi e degli altri.

“Nel nostro cammino verso l’obiettivo, verso lo sco­po, oltre che del coraggio dell’azione, dobbiamo te­ner conto anche del desiderio e della volontà.

Il de­siderio e la volontà non devono mai essere soli.

Da soli producono effetti negativi.

Insieme, invece, hanno un effetto moltiplicatore: una forza nuova e potente, la costanza, la perseve­ranza, la determinazione.

Quando un essere umano possiede la perseveran­za, vince sempre e ovunque. Nei momenti brutti il coraggio che ha iniziato la lotta, che ci ha dato la spin­ta, non può fare molto se non è sostenuto nel tempo.

Tutto avviene nel tempo, e non qui e subito.

Volere tutto e subito è caratteristico dei bambini. È caratteristico di coloro che non hanno ancora ca­pito che cos’è la vita.

La vita è un cammino, un processo, un fluire, un percorso, mai si deve vivere la vita come se fosse co­stituita da punti singoli o episodi senza legame, sen­za nesso.

Non è possibile guarire psichicamente o raggiun­gere la serenità, la felicità, con una bacchetta magi­ca, con un miracolo, in modo veloce. Chi vuole rag­giungere tutto ciò in fretta è perché non vuole sof­frire, non vuole vivere.

Tra l’altro, diffido delle facili guarigioni. Non du­rano nel tempo, sono solo illusioni, ti danno l’impres­sione di star bene, ma al primo ostacolo, alla prima difficoltà, al primo insuccesso ricadrai.

La serenità psichica, lo star bene dentro, è un cam­mino, un viaggio, non è mai una cosa isolata e non viene mai dall’esterno di noi.

La guarigione deve essere quindi cercata, voluta, impostata, costruita giorno per giorno, deve diveni­re un modo di vivere, una scelta, uno stile di vita. Non c’è altra via. Non esistono scorciatoie. La sere­nità psichica non ammette improvvisazioni.

Non esi­ste una pastiglia della felicità!

Il desiderio è importante, vitale. Ma per mante­nerlo nel tempo occorre la costanza, la determina­zione.

Senza la costanza, la perseveranza, il desiderio ri­marrebbe solo, si spegnerebbe subito.

L’azione supportata dalla costanza, dalla determi­nazione, crea sempre qualcosa di utile. Ti dà il senso di essere, di esistere, di agire (Valerio Albisetti, Per essere felici, Bompiani).

Ma perché ostinarci a dare un senso negativo ai problemi?  È la vita. II problema, se vissuto, non è più tale perché diventa un’esperienza di vita che la arricchisce.

Buona settimana a tutti.

Il vostro Direttore, Don Gianfranco Ferrari

Vi segnalo gli appuntamenti di questa settimana:

  • Lunedì 19 Marzo

ore 8.00 – 8.10 Aula Magna: momento di formazione per il Biennio

CONFESSIONI: ore 8.10 – 8.55 3 eln – 4 Lic B;         ore 8.55 – 9.50  5 mec – 4 Lic A;

ore 10.05 – 11 3 mec – 2 Lic B;        ore 11 – 11.50 1 Lic A e  1 Lic B

ore 11.55 – 12.50 1 ITI B e  2 ITI A

ore 8.00 – 17.00  due studenti di quarta liceo partecipano al Masterclass Internazionale in Fisica delle Particelle , all’Università di Fisica

  • Martedì 20 marzo

ore 8.00 – 8.55 prove generali della Via Crucis per i ragazzi coinvolti

ore 8.00 – 8.10 Aula Magna: momento di formazione per il Triennio

CONFESSIONI: ore 8.10 – 8.55 5 lic B – 2 Lic A        ore 8.55 – 9.50 5 Lic A – 3 Lic A

ore 10.05 – 11 2 ITI B – 4 eln;           ore 11 – 11.50 4 mec – 5 eln

ore 11.55 – 12.50 3 lic B – 1 ITI A

ore 8.00 – 13.40 V ITI mec: attività di ASL – visita tecnica allo stabilimento SKF

ore 5.00 – 21.00 CONCORSO BALLUF:  un gruppo di 10 studenti, tra ragazzi dell’ITI ad indirizzo elettronica e liceali, andranno a Bologna a presentare i loro progetti per la prima fase del Concorso Nazionale “Welcome to Automation”

  • Mercoledì 21 Marzo 

ore 14.30 – 16.00 Lab di Scienze: per  le  classi  di  V Lic, corso di ripasso di chimica come preparazione  ai  test  universitari: Equilibrio chimico. Acidi e basi in soluzione pH

  • Giovedì 22 marzo

      ore 14.30 – 16.00 Aula di Fisica: presentazione Scuola di Medicina e Area Biomedica da parte dell’ente “Testbusters”, per le IV e V liceo

  • Venerdì 23 Marzo

ore 12.00 – 13.40 2 ITI A/B: incontro sulle missioni di pace all’estero, col brigadier Mocci.

ore 20.45  VIA CRUCIS nel cortile della scuola

Torino, 18 marzo  2018

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