Lettera del lunedì – 13 novembre 2017

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 In iti, liceo

 BISOGNO DI APPREZZAMENTO

Uno dei bisogni fondamentali è quello di essere riconosciuti come un valore agli occhi di qualcuno, in specie delle persone per noi significative, quelle cioè alle quali siamo affettivamente legati.

Vediamo di capire come si esprime questo bisogno e come si forma quella che viene chiamata la autostima.

Il bambino che cresce, per vivere dipende in tutto dalle approvazioni degli altri: presto apprende che è premiato quando agisce in un modo approvato dalla società, e che non lo è o è «castigato» quando agisce male. Questo lo vive in primo luogo in relazione alle figure parentali. L’autostima si basa sulle affermazioni dei genitori e sulle pro­prie capacità. Poi influiscono anche le figure significative come le persone affettivamen­te importanti: zii, nonni, maestri. Man mano che cresce prende coscienza che essere apprezzato da altre persone e gruppi è sempre più importante. Impara a cercare l’ap­provazione e l’accettazione delle persone che sono per lui significative, cerca di riuscire ad essere un membro accettato dai gruppi sociali con i quali si vede identificato.

Se la persona si sente accettata e amata per ciò che è, stimata, valutata positivamente, il «concetto di sé» si sviluppa bene. Al contrario, la persona che non si sente accettata, sti­mata, che è svalutata, dominata da esperienze tiranniche, finisce col deformare l’imma­gine che ha di sé e si manifesta timida, inibita, con complessi.

Questa valorizzazione di sé o autostima, nell’adolescenza si fa più cosciente e più significativa, poiché si mescola con il sentimento di identità propria, con la formazione della propria auto-immagine:

  • immagine negativa: propria di chi non vede altro che aspetti negativi della propria personalità. L’origine può attribuirsi al confronto con i fratelli, ad un’educazione severa e molto esigente, superiore alle possibilità della persona: «Tu non sei capace», «Tu non sei intelligente come … », «Questo non lo puoi fare»… sono apprezzamenti che segnano molto e che inconsciamente incidono sull’autostima dell’adulto.
  • immagine idealizzata: tipica della persona che ha una grande idea di se stessa; non esiste la possibilità di accettare un errore, una crisi, una frustrazione: tutto è in funzione di essere «il primo» in tutto.
  • immagine normale: tipica della persona che si considera ed è fondamentalmente dotata di qualità, però ha anche coscienza dei suoi limiti che fanno parte della sua condizione umana. Ha coscienza della sua realtà profonda, vive le sue ricchezze, sa enumerare i doni specifici e maturati in tutta la sua vita.

Vediamo in tutto questo quanto è importante la formazione ricevuta nella fanciullezza e nell’adolescenza. Ma viene il momento in cui uno deve soddisfare a questo bisogno lavorando sulla percezione di sé in modo da cogliersi come valore, che sia o no riconosciuto dagli altri. 

Lavorare su se stessi cosa può significare?

  1. 1. Lavorare alla scoperta e assunzione:
  • sia delle proprie effettive doti, doni, capacità, attitudini… a livello fisico, psichico, morale, spirituale;
  • sia dei propri limiti effettivi, sapendo che il potenziale di bene presente in noi non è mai paragonabile al cumulo di limiti che ci ritroviamo addosso. Lo sta a dimostrare l’esistenza di tante persone particolarmente svantaggiate e che sono riuscite a realizzare cose grandi per sé e per gli altri!

E chi è credente sa anche la ragione di questa sproporzione: veniamo da Dio che è il bene in assoluto come è la vita in assoluto; amati da lui mai sarà possibile che il male prevalga sul bene, la morte sulla vita, il limite sulle potenzialità! Anche l’uomo più meschino scopre, nella fede, di essere un valore sommo perché così lo vede Dio, così lo fa essere Dio se si fida e coopera alla Sua grazia!

  1. 2. Ecco allora l’invito a lasciarsi amare da Dio; e non solo ma anche dalle persone significative. Ma per lasciarsi amare bisogna disarmarsi e superare il frequente risentimento sordo, conscio e inconscio nei confronti di quanto ci aspettavamo di ricevere e non abbiamo ricevuto. Perché ci sono persone che non sono mai contente di quello che ricevono; ed è il modo migliore per ricevere sempre di meno! Ciò richiede di rifare spesso il patto con la vita, con realismo e fiducia: anche se non mi dà tutto, la vita è bella per quel tanto che mi offre.
  1. 3. Rifiutarsi di vivere di confronti. L’essere umano è un essere simultaneamente contraddistinto dalla fragilità e dallo splendore, dall’abisso e dalla pienezza. In ogni persona ci sono doni unici. Perché dubitare tanto dei propri doni? Perché confrontandosi con gli altri, desiderare i loro doni e giungere fino a seppellire i propri?

Un’era tecnicizzata intensifica oggi un senso acuto della riuscita e del fallimento. Il gusto della carriera e quello del confronto sono inoculati fin dall’infanzia; colui che non riesce secondo le norme della società si sente condannato e rimpiange il fatto di non avere i doni dell’altro. Il confronto sterilizza. Desiderare di avere le capacità dell’altro conduce a diventare incapaci di scoprire i propri doni. Squalificare se stessi: ecco apparire tristezza e scoraggiamento. Perdere la stima di sé quando lo Spirito della vita riversa in ciascuno i suoi doni?

La perdita della stima in se stessi soffoca l’essere umano, incatena le sue forze vive, uccide le motivazioni ad operare, spegne la gioia di vivere.

Buona settimana a tutti.

Il vostro Direttore, Don Gianfranco Ferrari

Vi segnalo gli appuntamenti di questa settimana:

GIOVEDI 16 novembre: conferenza aperta a tutti sulla tematica “Interferenze Digitali”. Ci ritroviamo in Aula Magna alle ore 20.45.

  • Lunedì 13 novembre

ore 8.00 – 8.55 Aula  Magna  don Bosco:  BIENNIO –  formazione sul tema della gratuità

ore 11.00 – 13.00 Lab delle Idee:  Premiazione  della  BALLUFF  e  presentazione del                                          concorso 2018. Sono invitate le classi 3 e 4 eln; 3 mec 

  • Martedì 14 novembre              

ore 8.00 – 8.55 Aula Magna don Bosco: classi 3e e 4e  – formazione sul tema  della gratuità

  • Mercoledì 15 novembre

ore 14.40 – 16.15 MGS triennio

  • Giovedì 16 novembre

8.30 – 12.30 3 Lic A e 3 ITI mec:  A.S.L.  percorso  triennale  con  FCA 

14.30 – 18.30 3 Lic B e 3 ITI eln: A.S.L.  percorso  triennale  con  FCA 

14.45 – 16.30 Potenziamento di MATEMATICA: in Lab delle Idee.

20.45 – Conferenza aperta a tutti sulla tematica “Interferenze Digitali”. Ci ritroviamo in Aula Magna alle ore 20.45.

  • Venerdì 17 novembre

8.00 – 9.00 sportello AGESC per genitori presso la portineria  

10.00 – 12.00 ASL: l’azienda in aula: conferenza tecnica per tutti gli studenti del triennio ITI ad indirizzo meccatronico

  • Sabato 18 novembre

ore 8.00 – 14.30  circa    ITALIANO: Simulazione Esame di Stato  classi V LICEO nello studio delle prime (studio grande); classi V ITI nel Lab di meccatronica;

ore 8.30 – 11.30 circa  3° incontro PMI: per gli studenti di 4 ITI mec ed eln

 Torino, 12 novembre 2017

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