Lettera del lunedì – 11 dicembre 2017

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 In iti, liceo

Un pò di attenzione per favore

Un giorno il sultano Akbar era a caccia nella foresta. Quando fu l’ora della preghiera della sera, scese da cavallo, stese per terra una stuoia e si inginocchiò a pregare come fanno tutti i bravi musulmani in ogni parte del mondo.

Proprio in quel momento una contadina, sconvolta per la scomparsa del marito, che era uscito di casa quella mattina senza più farvi ritorno, passò di lì di tutta corsa alla ricerca disperata del consorte. Era talmente preoccupata che non si accorse neppure della figura inginocchiata dell’imperatore e vi incespicò, quindi si rialzò e, senza neppure una parola di scusa, corse a perdifiato nel fitto della foresta.

Akbar fu molto seccato dell’interruzione ma, da bravo musulmano, osservò la regola che proibiva di parlare durante il namaaz.

Quando egli aveva quasi finito di pregare, la donna ritornò tutta felice, insieme al consorte ritrovato e, alla vista dell’imperatore e del suo seguito, fu sorpresa e spaventata. Akbar sfogò contro di lei la sua collera urlando: “Giustifica la tua condotta irriverente o sarai punita!”

La donna si sentì improvvisamente piena di coraggio, guardò in faccia l’imperatore e disse: “Vostra Maestà, ero così assorta dal pensiero di mio marito che non vi ho visto, neppure quando, come dite, sono inciampata su di voi. Durante il namaaz voi eravate assorto in Uno che è infinitamente più prezioso di mio marito, come mai allora vi siete accorto di me?”.

L’imperatore tacque pieno di vergogna e in seguito confidò ai suoi amici che una donna di campagna, che non era una persona colta, né un mullah, gli aveva insegnato il vero significato della preghiera.

 

E’ una storiella araba che ha un insegnamento: se la preghiera è una relazione di amore, il minimo che si chiede è un po’ di attenzione.

 

E qui dobbiamo fare tutti l’esame di coscienza. Quante nostre preghiere sono distratte, fatte per forza, per abitudine, per opportunità, senza alcuna partecipazione interiore, senza coinvolgimento, senza verità!

 

Diceva Gandhi: “E’ meglio mettere il proprio cuore nella preghiera senza trovare le parole che trovare le parole senza mettervi il cuore”.

 

Ma il riferimento all’attenzione spinge oltre la nostra riflessione. Attenzione viene dal latino “ad-tendere”, tendere verso, tendere le mani verso qualcuno. La preghiera è questo tendere  le mani quasi nell’atteggiamento del povero che si apre per ricevere. L’esatto contrario del ricco che incrocia le braccia e le serra al petto per dire che non ha bisogno di niente e di nessuno.

 

Questa, del ricco, è la posizione dell’anti-preghiera, dell’anti-fede, dell’anti-amore. Non per niente Gesù inizierà la predicazione della lieta notizia rivolgendosi ai “poveri in spirito”, coloro che sono aperti a ricevere il dono.

Il ricco, l’orgoglioso, il sazio sono una contraddizione vivente: si credono ricchi, assumono l’aria da ricchi, pongono gesti da ricchi; in realtà sono tra i più poveri dei poveri perché si privano del necessario: un po’ di amore che equivale a un po’ di vita.

La piccola ragazza di Nazaret che conosciamo con il nome di Maria aveva cantato: “(Dio) ha rimandato i ricchi a mani vuote”. Questa è la terribile condanna del ricco: se ne va a mani vuote credendo di averle piene.

Terribile illusione! Ci dimentichiamo che siamo tutti mendicanti?

 

Scrive Gianni Rodari: “Una volta un re doveva morire. Era un re assai potente, ma era malato a morte e si disperava: Possibile che un re tanto potente debba morire? Che fanno i miei maghi? Perché non mi salvano?

Ma i maghi erano scappati per paura di perdere la testa. Ne era rimasto uno solo, un vecchio mago a cui nessuno dava retta, perché era piuttosto bislacco e forse anche un po’ matto. Da molti anni il re non lo consultava. Ma stavolta lo mandò a chiamare.

Puoi salvarti, ‑ disse il mago, ‑ ma ad un patto: che tu ceda per un giorno il tuo trono all’uomo che ti somiglia più di tutti gli altri. Lui, poi, morirà al tuo posto.

Subito venne fatto un bando in tutto il reame: Coloro che somigliano al re si presentino a Corte entro ventiquattr’ore, pena la vita.

Se ne presentarono molti: alcuni avevano la barba uguale a quella del re, ma avevano il naso un tantino più lungo o più corto, e il mago li scartava; altri somigliavano al re come un’arancia somiglia a un’altra nella cassetta del fruttivendolo, ma il mago li scartava perché gli mancava un dente, o perché avevano un neo sulla schiena.

Ma tu li scarti tutti, protestava il re col suo mago. Lasciami provare con uno di loro, per cominciare.

Non ti servirà a niente, ribatteva il mago.

Una sera il re e il, suo mago passeggiavano sui bastioni della città, e,  a un tratto il mago gridò: Ecco, ecco l’uomo che ti somiglia più di tutti gli altri! E così dicendo indicava un mendicante storpio, gobbo, mezzo cieco, sporco e pieno di croste.

Ma com’è possibile, ‑ protestò il re, ‑ tra noi due c’è un abisso.

Un re che deve morire, ‑insisteva il mago, ‑ somiglia soltanto al più povero, al più disgraziato della città. Presto, cambia i tuoi vestiti con i suoi per un giorno, mettilo sul trono e sarai salvo.

Ma il re non volle assolutamente ammettere di assomigliare al mendicante. Tornò al palazzo tutto imbronciato e quella sera stessa morì, con la corona in testa e lo scettro in pugno.

Buona settimana a tutti.

Il vostro Direttore, Don Gianfranco Ferrari

 

Vi segnalo gli appuntamenti di questa settimana:

 

SPORTELLO AGESC:  venerdì 15 dalle ore 8 alle ore 9 presso la saletta adiacente alla             portineria. Consulenza sul nuovo bando per i VAUCHER scolastici

Fine 1° TRIMESTRE:  venerdì 15 si chiude il primo trimestre. Nella settimana successiva (dal 18 al 23) ci saranno gli scrutini. La pagella sarà pubblicata on    line sul registro elettronico nella                             giornata di sabato 23 dicembre. 

Festa di NATALE: sabato 16 dicembre:  si  inizia  con  la  Celebrazione  Eucaristica presso la Chiesa parrocchiale,  alle  ore 19.30. Seguono i “mercatini – la tombolata e il saluto  del Direttore”.

  • Lunedì 11 dicembre

ore 8.00 – 8.15 Aula Magna don Bosco:  breve momento di formazione comune per il Biennio

ore 11.55 – 13.40 Aula di Fisica:  secondo incontro CLIL classi V liceo A e B

  • Martedì 12 dicembre

ore 8.00 – 8.15 Aula Magna don Bosco:  breve momento di formazione comune per il Triennio

ore 8.00 – 10.15 OLIMPIADI di Fisica per le classi IV e V Liceo 

  • Mercoledì 13 dicembre

ore 14.45 – 16.15 MGS Triennio

  • Venerdì 15 dicembre

 ore 10.00 – 12.00 Lab delle idee:  gli studenti della 3 mec proseguono nel percorso di ASL con la CLN tramite un incontro tenuto dall’Ing. ROVARINO sul disegno di prodotto 

ore 20.45 Una sera a Teatro:  serata al CARIGNANO

  • Sabato 16 dicembre ore 9 – 12 OPEN DAY 

ore 8.30 – 11.30 Studio grande – corridoio biennio -:  5° incontro PMI

ore 19.30 – 22.00 Festa di Natale per le superiori

10 dicembre 2017

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