Generazioni digitali – 29 marzo

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 In iti, liceo

Siamo giunti al terzo momento formativo, su una realtà che ci interpella e vi interpella da vicino, su un aspetto che tocca quotidianamente il nostro vivere di tutti i giorni ed in modo particolare tocca la vita dei nostri ragazzi e giovani. L’incontro avrà luogo il giorno 29 Marzo – Relatore: Marco Sanavio. Biennio: 10,00-11,45 / Quarte superiori: 12,00-13,40.

MARCO SANAVIO è un sacerdote della diocesi di Padova. Dal 1999 si occupa di coniugare il mondo della tecnologia con l’azione pastorale. Scrive sull’argomento per diverse riviste a diffusione nazionale. Attualmente fa parte del consiglio direttivo dell’Associazione webmaster cattolici italiani. A Padova è direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi e segue la formazione di adulti e ragazzi all’uso degli schermi digitali.

Generazioni digitali

Ragazzi ipnotizzati dai videogiochi, adolescenti incollati allo smartphone che di notte nascondono sotto il cuscino, giovani mamme che entrano in ansia se non ricevono su “WhatsApp” la foto del loro bimbo in gita, casi di bullismo in Rete che finiscono nelle pagine di cronaca…
Che fare di fronte all’espandersi della dimensione digitale che sta trasformando le nostre relazioni?

Alla famiglia, spetta il delicato ruolo di istruire i ragazzi circa un corretto utilizzo dei Nuovi Media, facendo leva non solo su una componente affettiva e morale, ma anche su una formale e culturale. Gli insegnanti, quindi, devono avvicinarsi al mondo degli studenti, comprenderne le esigenze e facilitare un utilizzo integrativo dei Nuovi Media, volto a promuovere e sfruttarne appieno le potenzialità.

Ma quali sono le caratteristiche della nuova era digitale che impongono agli adulti un adeguamento delle misure educative?

Innanzitutto la portabilità, ovvero la possibilità di avere sempre con sé un’apparecchiatura elettronica con la quale accedere alla rete, come conseguenza della miniaturizzazione delle applicazioni informatiche (si pensi agli smartphone).

Si parla poi di interattività: il flusso della comunicazione non è più unidirezionale, come nel caso della televisione, ma multidirezionale. L’utente ha quindi la possibilità di interrogare i media secondo le proprie esigenze e di costruire dei sistemi relazionali con altri utenti.

Infine, il concetto di generatività indica come i Nuovi Media permettano all’utente di passare dalla posizione di spettatore a quella di autore: scattare una fotografia o un video con il proprio smartphone e poi pubblicarlo in internet è oggi estremamente facile, con il risultato di non poter più parlare di una produzione separata dal pubblico: il pubblico è la produzione!

Manfred Spitzer neuropsichiatra ad Ulm afferma: ci stiamo giocando il cervello. Senza computer, smartphone e Internet oggi ci sentiamo perduti. Questo vuol dire che l’uso massiccio delle tecnologie di consumo sta mandando il nostro cervello all’ammasso. E intanto la lobby delle società di software promuove e pubblicizza gli esiti straordinari delle ultime ricerche in base alle quali, grazie all’uso della tecnologia, i nostri figli saranno destinati a un radioso futuro ricco di successi.

Ma se questo nuovo mondo non fosse poi il migliore dei mondi possibili? Se gli interessi economici in gioco tendessero a sminuire, se non a occultare, i risultati di altre ricerche che vanno in direzione diametralmente opposta? Sulla base di tali studi, che l’autore analizza in questo libro, è lecito lanciare un allarme generale: i media digitali in realtà rischiano di indebolire corpo e mente nostri e dei nostri figli.

Se ci limitiamo a chattare, twittare, postare, navigare su Google… finiamo per parcheggiare il nostro cervello, ormai incapace di riflettere e concentrarsi. L’uso sempre più intensivo del computer scoraggia lo studio e l’apprendimento e, viceversa, incoraggia i nostri ragazzi a restare per ore davanti ai giochi elettronici.

Per non parlare dei social che regalano surrogati tossici di amicizie vere, indebolendo la capacità di socializzare nella realtà e favorendo l’insorgere di forme depressive. Manfred Spitzer mette politici, intellettuali, genitori, cittadini di fronte a questo scenario: è veramente quello che vogliamo per noi e per i nostri figli?

 

Il direttore

Don GianFranco Ferrari

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