Lettera del lunedì – 16 ottobre 2017

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 In iti, liceo

PERSEVERANZA

Il padre accompagnò il figlio all’Università. Quando vide il piano di studi scosse la testa in segno di disapprovazione. Ottenuto un incontro con il preside di facoltà, gli domandò: ‘Mio figlio deve seguire questo programma? Non si può accorciare? Egli vuole cavarsela in fretta’. Il preside rispose: ‘Certo, suo figlio può seguire un corso più breve. Tutto dipende da ciò che vuole essere. Quando il Signore vuole fare crescere una quercia impiega venti anni; ma ci mette solo due mesi per fare crescere una zucca’.

L’aneddoto mette sotto gli occhi una grande verità: l’apprendimento esige del tempo; non ci sono scorciatoie quando si vuole costruire qualcosa di serio e profondo. In positivo: occorre armarsi di pazienza e accettare la fatica della perseveranza.

Il ‘tutto e subito’ è tipico della nostra cultura. Nell’antico mondo contadino era giocoforza seguire il ritmo delle stagioni, così che la vita stessa del singolo e della comunità era scandita da tempi lenti e la pazienza, sposata alla speranza erano virtù proprie del saggio.

Ma nel mondo della macchina (rivoluzione industriale) il tempo ha subito una accelerazione notevole; ancora più oggi, nel mondo della cibernetica, là dove operazioni che una volta esigevano un certo tempo ora sono compiute col semplice battito di un pulsante.

Questo comporta indubbi vantaggi, ma anche dei pericoli: non è più l’uomo a dominare il tempo ma è il tempo a dominare l’uomo; di qui la fretta, l’ansia, l’irrequietezza, lo stress, talora l’angoscia; di qui la proiezione di questa modalità sui rapporti tra le persone (‘non c’è più tempo per ascoltarsi davvero, per stare insieme con calma …’) e con se stessi (‘dare tempo a se stessi’ sembra una perdita inutile di tempo!).

Il ‘tutto e subito’ entra così anche nei processi di apprendimento: ‘l’inglese in tre mesi…’ tutti sanno che è una illusione; eppure si gioca proprio sul mito del ‘tutto e subito’ per attirare la gente e convincerla: ciò che promette rapidità è preferito a ciò che si enuncia di media o di lunga durata.

Ecco allora lo studente che, frettolosamente, butta un colpo d’occhio su di una pagina e conclude:  ‘ ho capito ’;  afferra   un  solo  concetto   e  pretende  di   avere  colto  tutto   un ragionamento; basta un solo esercizio per la applicazione d’una certa regola o di una legge e non si capisce perché se ne debbano fare tre o cinque; chiedo una spiegazione e non lascio neanche finire il discorso perché ‘io ho già intuito tutto’…

La modalità, poi, con cui ci si applica allo studio, può essere quella dell’ansia prodotta dal bisogno di fretta; e l’ansia non facilita l’apprendimento, ma lo rende problematico; se paragoniamo lo spirito ad un ambiente ove si vanno a depositare delle merci perché siano poi lavorate, ecco che l’ansia è quella forza che, là dentro, mette disordine e crea confusione, così che le cose vanno depositate a casaccio, si imbrogliano le une con le altre, si contrastano le une con le altre… con quali effetti sulla catalogazione e sulla produzione, è facile immaginare.

Ciò sta a dire che chi si mette a studiare deve combattere questo mito culturale del ‘tutto e subito’ perché, nel campo della psiche e dello spirito, questa legge non funziona; là, i tempi non sono quelli che si possono realizzare con le macchine, neanche con le macchine pensanti.

Tutto sta se uno vuole essere una quercia o una zucca…

Perchè è anche possibile fare tutto in modo accelerato, presupponendo alcuni requisiti, saltando dei passaggi, abbreviando dei percorsi, snobbando alcune logiche. E’ possibile e c’è chi lo fa.

Ma con quali risultati? Se non di voti e diploma (imbrogliare è facile ed avere un colpo di fortuna è possibile), di vita e cioè di preparazione remota a ciò che ti attende (quanta gente resta bloccata al primo anno universitario perché ha studiato in un certo modo ed ora scopre di non avere le basi sufficienti…), di serietà intellettuale e di competenza professionale…

‘Ma, tanto io mi rifaccio più tardi… quando entro nel lavoro…’ E’ possibile, ma improbabile: perché se negli anni dell’apprendimento scolastico hai assunto quel certo stile, è quasi certo che te lo porterai dietro e lavorerai allo stesso modo: confusamente, approssimativamente e, per di più, corroso dalla ansietà o dalla sciocca presunzione, non sarai capace di imparare ciò che dovresti e potresti imparare.

Nella scuola, oggi, più che imparare qualcosa si impara ad imparare. In questo senso rimane vero l’antico detto che ‘non si studia per la scuola ma per la vita’

Ma è davvero così? O si disimpara ad imparare?

Buona settimana a tutti.

Il vostro Direttore, Don Gianfranco Ferrari

 

Vi segnalo gli appuntamenti di questa settimana:

Martedì 17 ottobre ore 20.15 presso l’Aula Magna dell’Istituto si terrà una conferenza scientifica dal titolo: “MISSIONE MARTE – il pianeta rosso, le missioni di esplorazione, il ruolo di Torino”.

Mercoledì 18 e Venerdì 20 ottobre inizio conversazione inglese con madrelingua, secondo il calendario consegnato a tutti gli iscritti

  • Lunedì 16 ottobre

ore 8.00 Aula Magna don Bosco: formazione comune per il Biennio

  •  Martedì 17 ottobre

ore 8.00 Aula Magna don Bosco:  ora di formazione per le classi V

Le classi terze e quarte vanno subito nelle rispettive classi.

ore 11.00 Aula Magna don Bosco classi III ITI eln/mec e III Lic B: 

nell’ambito del “ Festival dell’Innovazione e della Scienza” , si terrà all’Agnelli la conferenza Portiamo il futuro del lavoro a scuola.

ore 14.40 – 16.30 Aula CAD-CAE: possibilità di esercitazione in vista dell’esame per il patentino della robotica – COMAU –

2° incontro corso First.  Segnalare eventuali assenze al proprio docente di Inglese

  • Mercoledì 18 ottobre

ore 14.40  – 16.15 MGS triennio

ore 14.14 – 16.00 Scuola media di Bra in visita all’Agnelli

  • Venerdì 20 ottobre

8.00 – 13.40 Conferenza  presso il Centro  Congressi  Santo  Volto (Via  Nole  To) partecipano le V Liceo A/B

14.30 – 19.30 seconda edizione dell’ OPEN SPACE  Exibition and Innovation

  • Sabato 21 ottobre PRIMO OPEN DAY anno 2018/2019
  • Domenica 22 ottobre ArchimedeLAB – Settimo Torinese

Nell’ambito della settimana dell’innovazione e della scienza, alcuni studenti del Liceo Scientifico sezione Scienze Applicate, con il dipartimento di Scienze, presenteranno il loro progetto di monitoraggio ambientale sviluppato presso le Cave Germaire.

Torino, 15 ottobre 2017

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